La cybersicurezza è parte integrante della Blue Economy e leva essenziale per la protezione del settore marittimo.
Navi, porti, compagnie di navigazione, terminal operator e autorità marittime dipendono da sistemi distinti, gestiti da soggetti diversi lungo la stessa filiera.
Soggetti definiti ad alta criticità dalle classificazioni della Direttiva NIS2 e che concorrono a comporre il settore dei trasporti.
In questo quadro l’Agenzia per la cybersicurezza è l’Autorità nazionale competente per l’attuazione della NIS2 e il MIT Autorità di settore per i trasporti con facoltà di istituire e coordinare tavoli settoriali per l’attuazione della disciplina.
“Parliamo di oltre 230 soggetti di grandi e medie dimensioni come i porti, la pesca, le compagnie di trasporto marittimo, la cantieristica e le energie rinnovabili marine.
Tutti dipendono da sistemi digitali che intervengono su navigazione, comunicazioni nave terra, formalità portuali. Un incidente cyber incide sulla continuità operativa fino alla sicurezza fisica, non solo sulla riservatezza dei dati” dichiara Andrea Quacivi, Direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale nel corso del suo intervento al 66° Salone nautico internazionale di Genova, nel corso dell’evento.
“La cybersicurezza nella Blue Economy”, a cura di Confindustria Genova, che ha affrontato il tema della sicurezza digitale in un ecosistema marittimo sempre più connesso.
È lo stesso principio che il Piano del Mare ha reso esplicito collocando la sicurezza cibernetica accanto alla sicurezza della navigazione, alla port e alla maritime security, superando la logica duale che le considerava ambiti separati.
“Da quando la NIS2 è diventata operativa all’inizio dell’anno, sono stati notificati 17 incidenti cyber di cui 2 gravi. Minacce come DDos, compromissione di credenziali, malware hanno generato l’indisponibilità dei servizi, la compromissione di sistemi e account, l’esposizione o la manipolazione di dati” sottolinea Andrea Quacivi.
“Il ruolo di ACN è anche quello di costruire un ecosistema di fiducia tra gli attori del settore.
La cyber resilienza è un partenariato strutturato: va oltre la semplice somma di sicurezze individuali.
Un principio che, nella Blue Economy, trova applicazione concreta nella collaborazione tra ACN e MIT nell’attuazione della NIS2”.
“Prendiamo il sistema portuale, è un’infrastruttura strategica per il Paese e per l’Europa: dalla sua resilienza dipendono la continuità dei traffici, il funzionamento delle catene logistiche e la competitività della Blue Economy” continua il Direttore Quacivi.
Proprio per questo, l’agenzia di cybersicurezza europea Enisa ha dedicato la principale esercitazione paneuropea del 2026 al settore, che ha coinvolto 800 partecipanti.
Italia ACN e MIT hanno coordinato 21 soggetti pubblici e privati cui tra 5 gestori di infrastrutture portuali, incluse 3 Autorità di sistema portuale, e 8 operatori portuali e della navigazione.
L’esercitazione ha simulato una crisi su vasta scala scaturita da attacchi cyber in tutta Europa e per la prima volta è stato testato tutto il meccanismo europeo di gestione delle crisi cyber, dal livello tecnico al livello politico.
“Coordinamento, esercitazioni congiunte e standard comuni coinvolgono armatori, autorità portuali, Guardia Costiera e fornitori tecnologici in un’unica logica condivisa: un asse fondamentale non solo per la sicurezza nazionale in senso stretto, ma come condizione abilitante per la competitività e la sostenibilità dell’intera Blue Economy” conclude il Direttore di ACN.










