“Già nell’anno 2020 il Movimento 5 Stelle aveva posto le basi per una gestione pubblico-privata delle grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico, atteso che la normativa nazionale ed europea non ne consentiva una totalmente pubblica. Dopo sei anni, tuttavia, nulla è stato ancora fatto”.
Il commento arriva direttamente dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, commenta così “i sei anni nel corso dei quali la tanto attesa rivoluzione sulla gestione pubblica dell’idroelettrico non si è verificata”.
“L’unico risultato effettivamente ottenuto, grazie al Governo Conte, era stato quello di poter lasciare ai Comuni della nostra montagna – aggiunge l’esponente pentastellata – i canoni introitati e le risorse derivanti dalla monetizzazione dell’energia gratuita.
Tuttavia, buona parte di queste risorse, e parliamo di decine di milioni di euro, deve ancora essere erogata ai nostri sindaci, a causa delle azioni dei concessionari, che hanno fatto ricorso contro qualsiasi disposizione normativa e che, finora, hanno perso tutte le cause a riguardo”.
“Attenderemo gli sviluppi, ma non si può comunque dimenticare -precisa Capozzi – la scadenza del 2029 che è ormai proprio dietro l’angolo.
Leggere di rinnovi agli attuali gestori, a fronte di cospicui investimenti, nella speranza di poter avviare partnership pubblico-private, ci lascia molto perplessi.
Partiremmo comunque da una situazione di svantaggio, perché difficilmente chi si vedrà rinnovare la concessione – sottolinea la rappresentante del M5S – vorrà cedere la Maggioranza della propria società”.
“Se è questo che si vuole, senza applicare così la legge regionale, l’assessore regionale Fabio Scoccimarro – conclude Capozzi – farebbe bene a dirlo, senza nascondersi dietro a troppi rimpalli di responsabilità verso altri”.











