“Abbiamo voluto fare chiarezza sugli impianti di biometano che in Friuli Venezia Giulia continuano, purtroppo, a proliferare senza alcuna pianificazione. Riteniamo infatti che le informazioni e la trasparenza costituiscano la base per una buona amministrazione”.
A criticare, in una nota, l’atteggiamento della Giunta Fedriga è la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) dopo la risposta ottenuta all’interrogazione con la quale chiedeva di conoscere quanti impianti di biometano funzioneranno in Friuli Venezia Giulia.
“Sulla base dell’attento monitoraggio che stiamo effettuando ormai da un paio d’anni, tra nuovi impianti e riconversioni di centrali a biogas – commenta la Capozzi – a noi risultano ben 39 richieste di siti di produzione di biometano.
L’assessore Fabio Scoccimarro, oltre a stupirsi che nel 2026 tali dati non siano ancora a disposizione dei cittadini, ci ha fornito invece una lista di soli 19 impianti che avrebbero ricevuto l’autorizzazione alla costruzione o la stiano ricevendo.
Come, per esempio, l’impianto di Palazzolo dello Stella. Eppure, nell’elenco a noi fornito, mancano realtà che hanno già ottenuto l’autorizzazione o l’abilitazione a essere realizzate”.
“Una discrepanza significativa – precisa la pentastellata – che fa notare come ci sia una sottovalutazione della problematica tra impianti che possono essere numericamente anche ben tre o quattro nell’arco di poche decine di chilometri soltanto, come avviene tra Zoppola e San Vito al Tagliamento.
Il punto cruciale è certamente valutare se un territorio possa sostenere la compresenza di tali impianti.
Al tempo stesso, riteniamo però che l’elemento fondamentale sia invece comprendere come verranno alimentati e da dove proverranno i materiali che si utilizzeranno per il loro funzionamento”.
“Inutile lamentarsi della Pontebbana, piena di traffico e mezzi pesanti, se poi consentiamo di aumentare il flusso di questi veicoli, come se non ci fossero problemi di vario tipo: dal traffico alla qualità dell’aria, fino al rumore che i cittadini dovranno sopportare, per non parlare degli odori.
Ecco perché diventano più che mai necessarie – puntualizza ancora la consigliera – non solo la massima trasparenza (e ci auguriamo davvero che, grazie a questa interrogazione, si voglia aumentare la fruizione di questi dati), ma anche un’attenta pianificazione, intervenendo, come abbiamo chiesto già sei mesi or sono, sulla specifica legge regionale che prevede le aree idonee allo sviluppo di fonti rinnovabili”.
“Per questo motivo, continuiamo e continueremo a fare proposte concrete per accompagnare la transizione energetica e non per subirla.
Stiamo infatti depositando un’ulteriore proposta legislativa – conclude la Capozzi – per porre i giusti correttivi a una norma che avrebbe dovuto rallentare la proliferazione di impianti a biometano, parchi fotovoltaici e batterie di accumulo, ma che, per l’inerzia della Giunta regionale, al contrario ne sta favorendo la diffusione sul nostro territorio”.











