A Dublino, al Consiglio informale Energia, ho ribadito una posizione importante e chiara per l’Italia: la deindustrializzazione non può essere la risposta alla crisi energetica.
L’Europa deve garantire alla propria industria energia competitiva.
L’Italia sta facendo la sua parte: nuova capacità rinnovabile, investimenti sulle reti, ritorno al nucleare e un ruolo sempre più centrale come hub energetico nel Mediterraneo.
Sugli approvvigionamenti servono regole che tutelino l’industria europea senza restringere l’accesso a fornitori affidabili. Sicurezza energetica e competitività devono andare insieme.
Deve essere chiaro: senza industria non c’è sovranità.
