La transizione energetica ha bisogno di regole chiare, tempi certi, tutela del paesaggio e una vera regia nazionale, capace di accompagnare Regioni ed enti locali e di accelerare davvero lo sviluppo delle rinnovabili.
Le parole del ministro Pichetto sui 22 GW di rinnovabili bloccati dalle Regioni certificano l’ennesima contraddizione di questo Governo.
Per mesi Meloni e la sua maggioranza ci hanno raccontato che l’autonomia differenziata avrebbe reso il Paese più efficiente, trasferendo maggiori competenze alle Regioni.
Oggi, però, quando quelle competenze vengono esercitate, le Regioni diventano improvvisamente il problema.
È già successo con le aree idonee: il Governo ha affidato alle Regioni il compito di individuarle e poi, quando alcune hanno approvato norme per tutelare territori di particolare valore paesaggistico e ambientale, ha scelto la strada delle impugnazioni.
Non funziona così. L’autonomia non può valere soltanto quando fa comodo al Governo.
Se esiste un problema nel riparto delle competenze in materia energetica, il Governo abbia il coraggio di affrontarlo in Parlamento e di assumersi le proprie responsabilità, invece di scaricare sui territori ritardi, incertezze normative e assenza di programmazione.
La transizione energetica ha bisogno di regole chiare, tempi certi, tutela del paesaggio e una vera regia nazionale, capace di accompagnare Regioni ed enti locali e di accelerare davvero lo sviluppo delle rinnovabili.
Il problema non sono i territori che chiedono di essere tutelati.
Il problema è un Governo che continua a procedere per contraddizioni e propaganda, senza una strategia energetica coerente.
