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Serve un prezzo equo per l’energia elettrica disaccoppiato dal costo del gas

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Da 52 a 76 in due anni. È il numero dei tavoli di crisi aperti al Ministero delle Imprese, cresciuti del 46% secondo l'analisi della Uilm. Dietro queste cifre ci sono oltre 50mila lavoratori metalmeccanici a rischio, senza contare l'indotto. Dall'ex Ilva a Electrolux, che ha annunciato 1.700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, fino all'automotive e alle telecomunicazioni. In Italia i tavoli si aprono quando le aziende sono già in difficoltà, invece di costruire le condizioni per evitarne il declino. Azione lo dice da tempo, al nostro Paese servono: un prezzo equo per l'energia elettrica, disaccoppiato dal costo del gas, perché le nostre imprese pagano l'elettricità più cara d'Europa, ed il rilancio di Industria 4.0, il piano creato da Carlo Calenda che le imprese hanno dimostrato di apprezzare.

Giulio Sottanelli, AzioneFacebook · 22 Agosto 2026

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