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Meloni convochi un Cdm e faccia un taglio strutturale che comprenda anche la benzina, finanziato tassando gli extraprofitti

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È il cuore di agosto. Milioni di famiglie sono in viaggio, e quando si fermano a fare il pieno trovano il gasolio a 2,122 euro al litro e la benzina a 2,005: il prezzo più alto da tre anni. Sì, proprio quella benzina che ogni decreto di questo governo ha escluso dagli sconti, nonostante le nostre proteste. E i risultati si vedono. Le famiglie non sanno più se possono permettersi di partire, gli autotrasportatori e i tassisti vedono il loro lavoro andare in perdita a ogni rifornimento. E il governo? Parla, e quello che dice è persino peggio del silenzio. Il Ministro Lollobrigida se ne esce dicendo che ‘bisogna valutare giorno per giorno’, e che comunque decideranno Meloni e Giorgetti ‘se vorranno’. Se vorranno, capite? Questo è un governo che naviga a vista, sperando che il prezzo scenda da solo. Ma non si illudano di scaricare la colpa sulla guerra o sui mercati. Questi prezzi sono il risultato di quattro anni di scelte precise: le accise aumentate invece che abolite come avevano promesso, la riforma del settore impantanata, un taglio strutturale mai fatto, e gli extraprofitti miliardari di banche ed energia mai toccati con un dito. Ogni volta che si è trattato di scegliere tra gli italiani e gli utili dei colossi energetici, questo governo ha scelto i colossi. Di fronte a tutto questo, ‘valutare giorno per giorno’ non è una risposta: è un insulto a chi il pieno lo paga ogni giorno, senza nessun ‘se’ e senza nessun ‘giorno per giorno’. Il governo smetta di rimpallarsi la responsabilità e Meloni faccia finalmente l’unica cosa seria: convochi un Cdm e faccia un taglio strutturale che comprenda anche la benzina, finanziato tassando gli extraprofitti. Il resto è solo l’ennesima presa in giro degli italiani.

Chiara Appendino, Movimento 5 StelleFacebook · 22 Agosto 2026

È il cuore di agosto. Milioni di famiglie sono in viaggio, e quando si fermano a fare il pieno trovano il gasolio a 2,122 euro al litro e la benzina a 2,005: il prezzo più alto da tre anni.
Sì, proprio quella benzina che ogni decreto di questo governo ha escluso dagli sconti, nonostante le nostre proteste. E i risultati si vedono.
Le famiglie non sanno più se possono permettersi di partire, gli autotrasportatori e i tassisti vedono il loro lavoro andare in perdita a ogni rifornimento.
E il governo? Parla, e quello che dice è persino peggio del silenzio.
Il Ministro Lollobrigida se ne esce dicendo che ‘bisogna valutare giorno per giorno’, e che comunque decideranno Meloni e Giorgetti ‘se vorranno’. Se vorranno, capite?
Questo è un governo che naviga a vista, sperando che il prezzo scenda da solo.
Ma non si illudano di scaricare la colpa sulla guerra o sui mercati.
Questi prezzi sono il risultato di quattro anni di scelte precise: le accise aumentate invece che abolite come avevano promesso, la riforma del settore impantanata, un taglio strutturale mai fatto, e gli extraprofitti miliardari di banche ed energia mai toccati con un dito.

Ogni volta che si è trattato di scegliere tra gli italiani e gli utili dei colossi energetici, questo governo ha scelto i colossi.
Di fronte a tutto questo, ‘valutare giorno per giorno’ non è una risposta: è un insulto a chi il pieno lo paga ogni giorno, senza nessun ‘se’ e senza nessun ‘giorno per giorno’.
Il governo smetta di rimpallarsi la responsabilità e Meloni faccia finalmente l’unica cosa seria: convochi un Cdm e faccia un taglio strutturale che comprenda anche la benzina, finanziato tassando gli extraprofitti.
Il resto è solo l’ennesima presa in giro degli italiani.

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