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Le continue polemiche della sinistra confermano quello che ormai รจ evidente da tempo: non ha un progetto per questa regione e per lโ€™Italia, ha solo slogan da agitare davanti alle telecamere.

Riduzione delle accise, Zona Franca Energetica: sono alcuni esempi di proposte-manifesto, costruite per fare un titolo di giornale, non per risolvere un problema.

Ma il problema piรน grave non รจ la singola proposta sbagliata: รจ l’assenza totale di una visione.

Le opposizioni si limitano a rincorrere il consenso del momento e non ci dicono come intendono ridurre il caro energia, oggi, non tra dieci anni, e senza mandare i conti in rosso; conti che pagherebbero comunque i cittadini.

Basta guardare ai numeri per smontare la propaganda.

Lโ€™Italia ha un fabbisogno di petrolio pari a 44594 Ktep.

La produzione nazionale di petrolio ha contribuito per circa il 9%.

Tutto il resto, il 91%, รจ coperto da importazioni.

Invece, il fabbisogno elettrico nazionale del 2025, pari a 311 TWh, รจ stato coperto per circa il 75% dal mix energetico nazionale, mentre la quota restante รจ stata garantita dallโ€™autoconsumo e dal saldo degli scambi di energia con lโ€™estero.

Nel mix energetico, il 49,38% รจ coperto da energia rinnovabile, il 44,57 da gas.

Come si potrebbe immaginare che il nostro Paese, anche in un periodo di forte instabilitร , smettesse di estrarre petrolio e gas?

Dovremmo forse importare anche quel 9% di petrolio? Importare quel 44,57% di gas? Chi pagherebbe questa maggiore spesa? Sempre i cittadini.

Tra la propaganda e il libro dei sogni delle opposizioni cโ€™รจ la realtร . Ci sono famiglie in difficoltร  e imprese in ginocchio.

Se aumentare la produzione di petrolio puรฒ, in aggiunta alle rinnovabili, al nucleare e allโ€™idroelettrico, essere una soluzione oggi, non ci faremo spaventare da chi vuole cavalcare una protesta inutile.

La veritร  รจ che รจ stata la sinistra a non garantire la sicurezza nelle estrazioni.

Il piรน grande sversamento di greggio in Basilicata si รจ verificato quando loro erano al Governo, nel 2017. Mentre noi abbiamo dimostrato che, con maggiori controlli, il pericolo si riduce drasticamente.

Inoltre fare i finti ambientalisti non cancella il passato. Sullโ€™aumento delle estrazioni in mare dalla sinistra arriva solo ambiguitร .

Ed รจ singolare, perchรฉ non รจ sempre stato cosรฌ: quando governava lโ€™Italia e la Regione, il Pd non aveva remore a puntare sull’aumento della produzione lucana, con l’obiettivo dichiarato di portare il contributo della Basilicata al fabbisogno energetico nazionale dal 6 al 10 per cento e con l’apertura di nuovi giacimenti come Tempa Rossa.

Lo stesso capogruppo regionale del Pd, Piero Lacorazza, in campagna per le primarie, fu netto: “non si puรฒ rinunciare al petrolio che si estrae a Viggiano”.

Oggi, nel dibattito sul bilancio regionale, lo stesso Lacorazza denuncia l'”eccessiva dipendenza dal petrolio” della Basilicata.

Il Governo Renzi voleva aumentare le estrazioni quando non ce nโ€™era bisogno.

Per non parlare dei duri e puri del Movimento5Stelle, membri a pieno titolo del Governo Draghi che, solo nel 2021, sbloccรฒ 10 permessi di ricerca, anche in mare.

Anche in quellโ€™anno, si verificรฒ un aumento del costo dellโ€™energia, ma non c’erano due guerre alle porte dell’Europa.

Ci spieghino le opposizioni perchรฉ allora si potevano autorizzare permessi di ricerca ed oggi no.

Ci si chiede: รจ possibile che il benessere dei cittadini di cui pure la sinistra si riempie la bocca sia sacrificato sullโ€™altare della convenienza politica di stare all’opposizione?

La sinistra ed i Cinquestelle hanno giร  messo in ginocchio la produzione nazionale per un finto ambientalismo ideologico.

Non permetteremo che le necessitร  dei cittadini siano messe da parte per gli egoismi di una manciata di persone che sono in cerca di un posto al sole.

รˆ a questo che ha lavorato e sta lavorando il Governo Meloni.

Lo ha fatto riducendo le accise negli scorsi mesi e lo farร  con nuovi provvedimenti anti caro energia, che aiuteranno direttamente le fasce deboli del nostro Paese e agevoleranno con un credito di imposta gli autotrasportatori italiani.

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