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LA TRANSIZIONE A DEBITO E LA PLASTIC TAX RINVIATA PER LA NONA VOLTA

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​Il governo vende come una grande svolta i 14 miliardi annunciati per l’energia, ma la verità è un’altra.

Si tratta di deficit concesso da Bruxelles, dove quasi 3,4 miliardi servono soltanto a coprire interventi che erano già stati finanziati con il PNRR. Alla vera transizione ecologica resta pochissimo.

​Nel frattempo, la Plastic tax viene rinviata per la nona volta in sei anni.

Solo il rinvio dell’anno scorso è costato allo Stato oltre 400 milioni di euro tra plastica e bevande zuccherate, risorse che avrebbero potuto coprire le sanzioni europee sugli imballaggi non riciclati.

Lo chiamano “segnale alle imprese”, ma è solo la scelta di scaricare il conto ambientale su chi verrà dopo.

​A questo si aggiungono le case, dove l’Ecobonus resta fermo agli annunci e il Piano per il Clima esclude persino il cappotto termico, l’unico vero intervento capaci di tagliare i costi in bolletta.

Serve coraggio, non continui rinvii e giochi di prestigio contabili!

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